Piccolə ambientalistə crescono: Il Lorax

Continuerò il ciclo iniziato con Sepúlveda proponendo un libro per bambinə scritto da Dr. Seuss e pubblicato nel 1971: Il Lorax (Giunti Junior, 2012). Theodor Seuss scrisse molti libri che trattano metaforicamente diverse questioni politiche e sociali, legate agli Stati Uniti ma anche universali. Tra i più famosi ci sono La battaglia del burro (Giunti Junior, 2004) sulla corsa agli armamenti, Gli Snicci (Giunti Junior, 2004) sul razzismo e Il Grinch (Mondadori, 2000) sul consumismo, in particolare quello del periodo natalizio. Il Lorax si inserisce perfettamente in questo gruppo di libri e ha anch’esso una morale di fondo: l’importanza degli alberi per la sopravvivenza umana.

La trama

Questo libro inizia proprio con un bambino che si allontana dalla sua città arida e priva di zone verdi. Sulla sua strada incontra il Chi Fu, un anziano che gli racconta di quando gli alberi e gli animali ancora abitavano quelle zone e di come la sua avarizia l’ha portato a distruggere quel paradiso. Fin qui potrebbe sembrare un classico racconto ambientalista: all’inizio la natura è in armonia, poi arriva l’essere umano e la sfrutta fino al suo esaurimento per un guadagno meramente economico.

Ma dal primo albero abbattuto spunta il Lorax, lo spirito della foresta che “per gli alberi parla, perché voce non hanno”. Questo esserino arancione è giustamente arrabbiatissimo con il Chi Fu e rappresenta l’attivismo che contesta le scelte delle industrie e dei consumatori. Tuttavia, nonostante i suoi tentativi di far cambiare idea agli esseri umani, essi finiscono per radere al suolo le foreste, inquinare i fiumi e far emigrare tutti gli animali. Alla fine, resta solo il Lorax che prima di andarsene lascia scritto su una roccia: “A meno che”.
Il Chi Fu spiega al bambino che, a meno che non ci siano altre persone che ci tengono quanto il Lorax, nulla cambierà.

Copertina del libro.

Il cartone animato

Recentemente è stata fatta una versione filmica diretta da Chris Renaud e Kyle Balda, Lorax – Il guardiano della foresta (Illumination Entertainment, 2012), recuperabile sia su Netflix che su Prime.
Purtroppo sono stati fatti alcuni accorgimenti per rendere la storia abbastanza lunga per un cartone animato moderno, come il fatto che il protagonista vada in cerca di un albero solo per ottenere il bacio di Audrey, la ragazza che gli piace. In ogni caso questa avventura lo porta a conoscere il Once-ler e a scoprire che esiste ancora un seme di Truffula da poter piantare – in questa versione sono stati lasciati i nomi in inglese.

La morale della storia rimane chiara, anzi forse nel cartone è persino più evidente l’aspetto capitalistico. Fin dall’inizio capiamo che gli abitanti di Thneedville usano i loro soldi per comprare aria pulita e alberi di plastica. Sono questi stessi consumatori che sul finale cercano di fermare il ragazzo dal piantare il seme e far crescere una nuova foresta.
Insomma alla fine questa versione non ha nulla da invidiare al cartone originale del 1972 (che dura solo una ventina di minuti, quindi ve lo lascio in fondo all’articolo), anzi varrebbe la pena guardarlo anche solo per il doppiaggio di Danny De Vito, che interpreta proprio il Lorax.

Questa storia, in ogni sua versione, è un’importante chiamata all’attivismo. Troppo spesso si sente una narrazione della crisi climatica solamente pessimista, invece siamo ancora in tempo per cambiare il corso del nostro futuro. Votare coi soldi e cambiare le nostre abitudini consumistiche è fondamentale tanto quanto partecipare attivamente alle decisioni politiche riguardanti il clima. Come vedete, anche questo libro “per bambinə” racchiude in realtà una lezione per chiunque.

Versione originale del cartone animato del 1972.
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